Amsterdam’s Films

Amsterdam’s Films

“ ..una compatta a pellicola speciale, che ha richiesto ben 2 anni di progettazione negli anni ’90 e una manciata di rullini , un ritorno alle origini della fotografia, alla sua semplicità, in una delle capitali europee più moderne , ricca di opere architettoniche all’avanguardia , un ritorno al passato per esaltare il contrasto delle linee, delle curve e dei contorni. Un viaggio surreale , geometrico, rigoroso nelle forme , nei quartieri solcati dai canali e nelle nuove zone residenziali di Amsterdam dove l’innovazione e la genialità del riutilizzo edile ha dato vita a nuove esperienze urbane…”

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“..A volte c’è bisogno di riordinare i propri pensieri ed Amsterdam è proprio come un sogno , un mix di esperienze visive, vecchi palazzi pendenti che sembrano sprofondare, soluzioni sperimentali e bizzarre come gli Hotel costruiti sulle navi attraccate alla banchina di un isolotto vicino a vecchi sommergibili dismessi, o i modernissimi appartamenti ricavati nei magazzini portuali , case che sembrano piattaforme petrolifere dove ormeggiano velieri del 1800, i mini-appartamenti degli universitari in container impilati come mattoncini di Lego . Visioni kafkiane che ricordano i film di fantascienza degli anni 70 e come un sogno ad occhi aperti aiutano a rimettere in ordine la mente del fotografo…”

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di Giacomo Sardi

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Arctic Under Attack

ARCTIC UNDER ATTACK

THE ARCTIC MELT IS A WAKE UP CALL

NOT A BUSINESS OPPORTUNITY

Climate change effects and growing competition for access to the Arctic and its natural resources, and increasing economic activities, have brought risks to the region, including challenges to the environment and human security

As a result of melting ice, new navigation routes will open and new fishing grounds and natural resources could lead to increased human activity and environmental challenges in this region

With climate change advancing rapidly, especially in the Arctic, attention needs to be focused on how to devise and implement a conservation regime for resources in the Arctic, especially in waters that are increasingly accessible

Our priority should be the preservation of what is still pristine nature up there and not about how to exploit new available resources. The waters under the ice cap have not been accessible for more than 800.000 years, and of course we must take the responsibility before it is too late to protect these sensitive ecosystems

Marco Affronte, MEP

 

foto di Luca Bracali.

http://iltirreno.gelocal.it/pistoia/cronaca/2017/04/06/news/gli-scatti-di-bracali-al-parlamento-europeo-1.15154633

Paolo Pratesi Laura Bracali

“E se le immagini descrivessero le parole?

Il connubio di chi descrive e crea, di chi pensa e osserva, di chi sogna

e viaggia…L’inchiostro e l’obiettivo si uniscono in un colorarsi originale,

attraverso quelle magiche parole che tuonano al ritmo di sguardi, occhi,

osservare e in fondo comprendersi.

E qui resta … magistralmente incastonata tra chi immortala il movimento

e chi ne estrapola i gesti, involandone i sentimenti.”

(dalla prefazione di Salvatore Scuderi).

“Cerco di dipingere con l’obiettivo le emozioni che mi attraversano “

Paolo Pratesi

“ E i sogni? I sogni hanno il tempo di tutto quello che ancora dovrà acca-
dere”

Laura Bracali , dal libro “ Andavo via a frammenti ”

Street Art Agliana

Ieri sera ho fatto compagnia per qualche ora a questi artisti… veder crescere un ‘opera così grande e vedere l’impegno che ci mettono, senza orari e senza soste mi ha dato molta fiducia nel futuro artistico della città…. ben vengano stimoli esterni e nuove idee… dobbiamo uscire dai confini e allargare le influenze, le prospettive..

Giusto il percorso intrapreso dall’assessore e da questi ragazzi nelle scuole: far capire ai ragazzi la differenza tra Street Art e scarabocchi sui muri.

Questa esperienza , assieme a quella di Clet , che suscitò non poche polemiche, si pone ad un livello artistico complesso ma allo stesso tempo d’impatto. Che c’è di più immediato di un fumetto adesivo che con 2 tratti trasforma un cartello in una vignetta…. un simbolo statico, immutato da decenni, che descrive un codice, una regola, violato e reso buffo, irriverente….. i tratti circolari, le texture e i colori sgargianti di Moneyless  sono il frutto della matematica e della geometria complessa, che va dai frattali alla visione dei batteri al microscopio elettronico…  Banalizzare o sminuire le due performances è senza dubbio uno stare sulla difensiva. L’arte visiva è anche  e , volutamente, un messaggio da decifrare con pazienza e questo viene dopo la prima analisi, ma c’è sempre … chi non la vede , si prenda un disco di Coltrane e si ascolti All or nothing at all, si accorgerà che il batterista fa un gran lavoro in sottofondo…

Giacomo Sardi

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LOST.

Gabriele Bardi

Simone Ferrari

Massimiliano Sarno

Ernest Malaguarnera

Giacomo Sardi

LOST.

I luoghi dell’abbandono  

introduzione a cura di Sauro Sardi

Dopo le prime orme lasciate sulla polvere della Luna, l’impronta che riassume come forma d’arte i luoghi dell’abbandono non va ricercata nel granito immobile delle Piramidi, ma nei segni che il tempo lasciò come matrice nell’opera più acuta di Marcel Duchamp: “Il Grande Vetro”.

In quella soffitta, e da quel giorno, il bagliore dei mercati e delle gallerie d’Arte fu tutto un guardare tra le cose che attesero a lungo, come morte, il balzo rigeneratore della chimica. Il gesto che riaccende i tratti di ciò che resta e merita almeno lo spreco di una posa. Fino a ritrovare l’idea che il tempo sia autore che incide e marca attraverso il segno pesante della vita. Oppure ignaro e leggero, composto nella sua dimora che resiste senza pretesa, sfinita dal poco o niente che ormai rappresenta.

Inerme, centrata dall’occhio ciclopico che fisserà le cose, l’immagine affronta il giorno come chi non ha specchio, con la sua luce che dal centro sfuma verso il lati, l’inquadratura ti assale come se il passato fosse una botta col flash, uno scatto regolato dal tempo che apre e chiude il diaframma di ogni storia.

 

Esposizione fotografica ,

Matteotti Studio, dal 12 giugno al 9 luglio

 

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Lajatico, la poltrona Proust di Alessandro Mendini (Foto Gabriele Bardi)

Come spesso accade, il caso è il seme di un’idea , e più ci si pensa e più cresce , germoglia , mette radici. Così Gabriele un giorno si presenta in studio con un rullino a colori e un’aria un po’ incazzata.. ” Giacomo vedrai questo rullino è da buttare e questa vecchia macchina fotografica che mi hanno spedito dagli Stati Uniti è una fregatura…. il rullino non scorre, s’inceppa..” … “ok…” dico io, “proviamo a svilupparlo e vediamo cosa esce..”.. tutto il rullino era inesorabilmente rovinato, pieno di graffi dall’inizio alla fine, su tutti o quasi i fotogrammi… l’ormai consumato rivestimento superficiale della cinquantenne QL17 aveva fatto il resto, trasformando i colori della campagna toscana in una tonalità sbiadita e acida…. Mendini e la sua poltrona Proust nel Teatro Del Silenzio attraversati come da gocce di vernice bianca che scendevano da bordo a bordo…. il caso aveva preso il pennello e aveva messo la sua firma. Così nasce LOST. Una raccolta di fotografie in luoghi abbandonati, isolati o con soggetti che portano lo spettatore a viaggiare col pensiero in paesaggi postatomici e che sembrano uscire dal film “The Day After”… il cacciabombardiere abbandonato diSimone Mone Ferrari, i fantasmi danzanti di Massimiliano Sarno, i rottami dei pickup nei deserti americani di Ernest Malaguarnera, le foto 3D di vecchi ruderi toscani di Giacomo Brubaker Sardi e le assenze di Gabriele Bardi sono come la sceneggiatura di un film fermo lì da tempo , immobile , paziente, vertiginoso… 12 giugno ore 18.00…